RIFLESSIONI SUL “NOSTRO” SCIOPERO
February 7th, 2010 at 12:12RIFLESSIONI SUL “NOSTRO” SCIOPERO
Iniziamo queste riflessioni con alcuni passaggi tratti dalla Lettera del Segretario Trasporti UGL Roberto Panella – inviata ieri 03 Febbraio e indirizzata al SottoSegretario Presidenza del Consiglio dei Ministri Dott. Gianni Letta ed al Ministro dei Trasporti Sen. Altero Matteoli:
“Prendiamo atto di come, attraverso il differimento coatto delle azioni di sciopero legittimamente proclamate per la giornata del 5 febbraio, si veda conculcato, per l’ennesima volta, l’esercizio di un diritto costituzionale e legittimo. [………..] Il rammarico – e’ ancora più forte perché proveniente dalla nostra Organizzazione che non ha mai assunto atteggiamenti pregiudiziali di conflitto ma, al contrario, e’ sempre stata protesa alla ricerca di un dialogo e di un confronto costruttivi, anche nelle situazioni più critiche. L’ordinanza adottata compie un atto di ingiustizia sociale e, nel caso di specie, alla Societa’ Alitalia-Cai, chiamata a rispondere di inadempienze e di violazioni contrattuali nei confronti dei propri dipendenti, e’ concesso di sottrarsi impunemente alle proprie responsabilità scaricando sui Lavoratori, prima, e sull’utenza, dopo, ogni onere ed ogni inefficienza. Il Ministero, con la scelta di un tale provvedimento, in questa circostanza sembra aver assunto un profilo di totale negligenza ed inadeguatezza politica, limitandosi a colpire la parte più debole del campo.”
Anche questo sciopero è stato differito dal Ministro dei Trasporti. Ed è il quarto per quanto riguarda gli scioperi indetti precedentemente dalle stesse medesime Organizzazioni Sindacali. Senza contare che giungiamo ormai al nono o decimo sciopero differito dal Ministero ad altre OOSS nel settore Trasporto Aereo in ambito AzCai e Meridiana.
Siamo alla negazione di un diritto. Il dissenso dei lavoratori, che in un Paese che si ritiene democraticamente valido dovrebbe essere un diritto mantenuto e rispettato dai Governanti; e siamo alla negazione di un diritto previsto e sancito dalla Costituzione Italiana (Art. 40), per il quale esproprio avremmo noi tutti i presupposti legali-etico-sociali di ricorrere non solo presso il TAR o la Magistratura Italiana, ma notificare interpellanza/ denuncia alla Comunità Europea, al Tribunale dei Diritti Internazionali dell’Aia, e perché no?….anche ad Amnisty International ed al WWF, in quanto razza di lavoratori “non protetti”!
L’indizione di uno sciopero nei Trasporti, seguendo le modalità – tempi e limitazioni della Legge 146/90 che lo regolamenta, è faccenda a dir poco complicata.
Ebbene questo sciopero differito dal Ministro e programmato per domani 05 Febbraio 2010 non aveva trovato eccezioni o vizi formali da parte della Commissione di Garanzia, ente istituzionale che vigila sulla liceità degli scioperi nel Settore Trasporti.
Né il Ministero, poiché non eccepito precedentemente dalla Commissione, poteva addurre motivazioni di rarefazione sindacale (ovvero frammentazione/indizione di più OOSS nello stesso giorno e nello stesso settore aereo MA in diversi categorie/comparti lavorativi); né tanto meno il Ministero ha potuto evidenziare scioperi contigui nel trasporto marittimo – ferroviario etc. che potessero pregiudicare la “libera circolazione dei Cittadini” in ambito nazionale (in quanto infatti intorno alla data del 05 Febbraio non gravavano altri scioperi di lavoratori Trasporti ).
E’ chiaro perciò di come il Ministro, e cioè il Governo, possa vanificare questo diritto dei Lavoratori a beneficio e negli interessi delle Aziende, in questo specifico caso AzCai, AirOne, Cai First & Second, CityLiner, Meridiana, e possa ignorare – noncurante – le perduranti problematiche e violazioni contrattuali che sono alla base di questo sciopero (e degli altri tre precedentemente differiti) .
Se infatti comprendiamo come nuove logiche nel mondo delle imprese e dell’imprenditoria italiana stiano velocemente avanzando, come gli assetti della new economy stiano sempre più condizionando e interferendo negativamente su tipologia di contratti, normative ed impiego dei dipendenti-lavoratori, come i processi delle Relazioni Industriali tendano sempre più all’alleggerimento delle frizioni e conflitti con la Parte Sindacale, nello stesso tempo è insostenibile che il DIRITTO di SCIOPERO stia divenendo sempre più uno strumento di mobilitazione, ultima ratio di una vertenza-trattativa con l’Azienda, di fatto inaccessibile e costantemente “precettato”: ne consegue che le Aziende si fortificano sempre più nei loro atti unilaterali a danno dei Lavoratori e i Lavoratori vedono vanificare ogni opportunità di recupero e/o di riscatto su violazioni e condizioni lavorative. Un mutuo rapporto tra datori e dipendenti che è fin troppo palesemente sbilanciato, tanto più a favore di quelle Aziende quanto più si deprimono e si mortificano le sacrosante istanze delle rispettive risorse umane e produttive.
E si arriva inoltre ad un ulteriore paradosso, che andiamo a spiegare: se questo sciopero il Ministro non lo avesse differito, si sarebbe trattato di scioperare per 4 ore (fascia : 10.00/14.00).
Un lasso operativo per il network CAI di acclarata flessione di passeggeri viaggianti specialmente in questo periodo: lontano dagli “indici di punta” del traffico passeggeri, quelli cioè concentrati nella prima mattinata e nel tardo pomeriggio-serata.
Ebbene, la cancellazione di un nutrito pacchetto di voli in quell’arco della giornata è motivo di risparmio per il vettore CAI che “accorpa” e concentra e riprotegge i passeggeri su voli operativi al di fuori delle 4 ore di sciopero e trovando un vantaggio economico per svariate cancellazioni riguardo decine e decine di voli il cui “load factor” sarebbe stato sicuramente minimo; di contro al “guadagno” dell’Azienda, i lavoratori che avrebbero aderito allo sciopero si sarebbero visti decurtare una trattenuta “tot” nella prossima busta paga e dopo il presupposto, alla base di uno sciopero, di aver subito già e comunque “ics” danni dalle violazioni aziendali in essere: oltre al danno, pure la beffa! È proprio il caso di dire ….
Nell’ultimo Direttivo della Struttura UGL Comparto Volo (25 Gennaio 2010) abbiamo analizzato questa situazione-contraddizione che, alla luce degli ultimi accadimenti, si rende ancora più prioritaria nell’essere affrontata in tutta la sua urgenza: il DIRITTO DI SCIOPERO va profondamente tutelato nella ricerca di quelle norme e attestazioni di legge che non lo rendano, come accade attualmente, difficilmente programmabile e difficilmente attuabile.
Deve prevedersi una sorta di penale e/o SANZIONE somministrata a quell’ Azienda che si dimostra in violazione delle norme contrattuali e regolanti il Contratto di Lavoro , SANZIONE PREVISTA SIN DALLA FASE INIZIALE dell’avvenuta violazione (prima Fase di Raffreddamento tra OOSS e Azienda).
Si devono ristabilire quelle rigorosità di RISPETTO e di reciproca fiducia che regolano un Contratto tra Datore di Lavoro e Lavoratori ad esso Dipendenti: il Lavoratore viene sanzionato se contravviene alle norme lavorative-amministrative-di comportamento che l’Azienda ha prestabilito, e questo accade da sempre e in qualsiasi Azienda, le Aziende risultano invece sempre più impunite, al riparo di soccorsi governativi e fiancheggiamenti mediatici, qualora disattendano norme e regole che ordinano e tutelano il Lavoro dei propri Dipendenti.
E nello specifico di Alitalia, se fortemente SANZIONATA in un nuovo impianto di REGOLAMENTAZIONE AL DIRITTO DI SCIOPERO NEI TRASPORTI, non potrebbe più – come accadeva in passato – far ricadere costi e perdite economiche sulla collettività e sui contribuenti italiani, bensì essendo oggi Società Privata si renderebbe unica referente pagatrice dell’atto sanzionatorio addebitatole.
Approfondiremo assieme questo discorso in futuro.