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Le News di UGL sugli Assistenti di Volo

Archive for July, 2009

Lettera alla mia gente

Monday, July 27th, 2009

.. per ore mi sono guardata lo schermo bianco del pc, senza sapere come iniziare a parlarvi e soprattutto da dove iniziare a spiegarvi. La decisione l’ho presa da poche ore, e dopo interminabili giorni in cui non ho fatto altro che dilaniarmi il cervello di dubbi, di ragionamenti, di riflessioni.in bilico costante tra incertezze e coraggio, tra contraddizioni ed entusiasmo, consapevole di voler andare avanti e guardare oltre, un piede dopo l’altro, non volendo rinnegare il mio passato e la mia coerenza,. perché quello si, sarebbe il vero salto nel vuoto.

Se fosse stata una scelta personale che avesse investito di cause ed effetti esclusivamente la mia sfera individuale mi sarei dimostrata ben più risoluta e determinata: ma se avete riscontrato sincerità e trasparenza dalla mia presenza sindacale tra di voi, e per anni, capirete i motivi di una decisione così sofferta e ponderata, perché attraverso di me ne siete indirettamente coinvolti, mentre diretti destinatari ne saranno tutti coloro che hanno apprezzato il mio impegno e il mio lavoro in categoria. Questo è l’unico e valido motivo per cui voglio essere io stessa ad affrontare l’argomento con voi, senza permettere ad altri di potermi anticipare, in un atto chiarificatorio da me sentito, oltre che dovuto.

Cercherò di essere breve anche se parto da lontano, novembre 2008: i primi giorni di novembre diedi le mie dimissioni da SdL. Non passò molto tempo che iniziarono i contatti da parte di diverse organizzazioni sindacali, alcune in maniera blanda ed interlocutoria, altre con tematiche e proposte più incisive: a prescindere da chi e per cosa, vivevo troppo concentrata sulle delusioni e frustrazioni sindacali di una remissione sindacale appena compiuta, e la mia prioritaria necessità era di far decantare la rabbia e stemperare la nausea di un’esperienza che ritenevo fallimentare, e di una vertenza aziendale che al pari di voi, mi aveva letteralmente liofilizzata e tramortita. Un mese dopo giunse la roulette russa delle assunzioni, un dramma di gruppo che ha minato profondamente la prima sicurezza per un lavoratore -la sua occupazione- e che ha prosciugato le poche rimanenti energie: avevo il solo desiderio di sparire o di essere invisibile, di riprendere in mano la mia vita, indossavo la divisa e lavoravo, sperando che i colleghi non mi riconoscessero, non mi chiedessero un parere o un conforto, cosicché una ferita ancora aperta non riprendesse a sanguinare. Come potevo pretendere però che ciò accadesse, se per anni , avevo incentrato nel dialogo ravvicinato e nel lavoro di prossimità il mio stesso ruolo ed attività sindacale? Le settimane e poi i mesi passavano, noi assunti e i colleghi in Cigs (soprattutto coloro lontani anni luce dai parametri di pensionamento) raminghi e frastornati, e abbandonati più di noi soltanto i colleghi precari, senza ammortizzatori sociali e senza sussidio di disoccupazione.

Noi, gli “eletti”, avevamo ancora un posto di lavoro, ma con un contratto che faceva acqua e molto fango da qualsiasi angolo lo si analizzasse, tutele di legge dimenticate, discriminazioni a vagonate, i limiti massimi d’impiego divenuti da “eccezionali” via via quotidiani e consueti. Giorno dopo giorno, e sempre più spesso, i colleghi mi dicevano: “così non può continuare.facciamo qualcosa..fai qualcosa, Sadie!” . Il problema era stabilire, non tanto che nessuno di noi potesse avere l’antidoto o la bacchetta magica,. ma “COSA” FARE! Ritrovai nuovi stimoli e reattività per lanciare un’idea, assieme a qualche collega indomabile quanto me: Real aavv, un movimento aggregativo che si poneva l’ambizioso obiettivo di smarcare gli attori sindacali tutti, che fossero quelli confederali- gli oppositori- il sindacalismo “lontano” dalla base, e che drenasse a se e le (ri)componesse in maniera collettiva e partecipativa le varie e innumerevoli urgenze della categoria: era comunque già importante trovare un contenitore in cui riconoscersi, se è ancora valido il concetto che quanto più le condizioni sono pesanti e insostenibili tanto più è fondamentale non isolarsi né alienarsi nelle proprie preoccupazioni ma ricercare invece un ambito di condivisione solidale. L’adesione a Real avvenne, e soprattutto a ridosso dell’iniziativa fu alquanto significativa, ma non con quei parametri numerici che ci si era prefissi in partenza,. la spallata non fu data, e noi promotori ci ritrovammo con gli ennesimi risultati dell’ennesimo movimento/associazione di nicchia. Paradossalmente avevamo contribuito alla frammentazione ulteriore della categoria, aumentando una confusione che invece volevamo diradare, mentre e sempre più si delineavano come interlocutori sindacali ufficiali, dopo una lunga fase di stallo delle relazioni con l’Azienda Cai, Cisl – Cgil – Uil e l’Ugl. Difatti anche in ambito AzCai, si stava e si sta ultimando un processo di snellimento del sistema di relazioni industriali che sta svilendo politicamente i contenitori sindacali autonomi e cristallizzando inesorabilmente il sindacalismo di base ad azioni sempre più teoriche e sempre meno pragmatiche: questo non sta accadendo solo in AzCai, ma in altre medie-grandi imprese del Paese, fortemente incentivato con questo attuale Governo, ma gestito in maniera speculare, anche se più morbidamente, anche dal precedente Governo di centro-sinistra, ed inoltre fortemente perseguito pure dal mondo delle banche centrali e della politica tutta, in quanto i suoi esponenti, che siano a destra come all’estrema (ex) sinistra, di Montecitorio o di Palazzo Madama, hanno un passato di imprenditori e di liberi professionisti di alto ceto sociale, quindi fisiologicamente lontani dal mondo del lavoro e involontariamente attratti da.viale dell’astronomia!

Torniamo a noi: non basta oggi riconoscere che chi ha il potere istituzionale e concertativo di stare nella “stanza dei bottoni”, come e più di prima, siano i confederali e da qualche anno l’Ugl. Dobbiamo invece verificare che ancora una volta questa categoria si ritrova a guardare inerme. al di fuori dei processi sindacali e decisionali, con un fardello sempre più pesante ed insopportabile di cose da dire e di istanze da rivendicare e con un indirizzo sindacale, che senza una nostra partecipazione e coinvolgimento, è e rimarrà un destinatario troppo “distante” per far si che le nostre richieste possano essere sia spedite sia soprattutto ricevute e recepite.

Nuovamente all’angolo. Nuovamente orfani.

Da diverso tempo l’Ugl , con il coinvolgimento diretto dei Segretari nazionali dei trasporti e del trasporto aereo, mi ha proposto l’incarico nazionale di settore assistenti di volo, nonché la gestione della Comunicazione del comparto volo Ugl.

Ho dato la mia accettazione.

Questa è un’investitura importante ed autorevole, ne convengo, ma sarebbe asettica se non coinvolgesse passionalmente le mie intenzioni, le mie motivazioni, e cosa più importante se non riuscisse a porre NOI Assistenti di Volo come fulcro dei processi imminenti. E’ un incarico che investirà il mio totale impegno ed energie ma che fungerà altresì a traghettare funzionalmente noi tutti verso le vere e ventrali dinamiche categoriali per quella storica innovazione in ambito di rappresentanza sindacale: le RSU.

Quelle saranno vostre ed interamente vostre: voi deciderete, voi voterete i vostri rappresentanti, voi sceglierete chi e coloro dovranno rappresentarvi nei processi essenziali delle interlocuzioni aziendali, da una semplice strategia ad una trattativa, da una piattaforma ad un accordo.

Quante volte ci siamo detti che sono le persone a fare il Sindacato, e non l’inverso? In assoluto spirito democratico e in accertato riconoscimento legale di rappresentanza sindacale, l’occasione di poter essere decisivi, determinanti e non più innocui spettatori sull’emiciclo dei delegati sindacali designati è ormai alle porte..

A tal proposito, vi cito un passaggio dell’ultimo volantino Ugl: ” Quale migliore occasione potremmo quindi avere se non quella di rinnovare il mandato delle strutture sindacali con le prerogative delle RSU?

Quale migliore occasione potremmo quindi avere se non quella di coinvolgere in questi nuovi processi sindacali coloro che hanno ancora la forza di mettersi in gioco, di unirsi a noi, per la tutela e il rilancio degli Assistenti di Volo?”

I Dirigenti UgL me lo avevano anticipato e promesso, hanno ora dato percorribilità alle loro intenzioni: mi proponevano ma non credevo, mi parlavano ma pensavo che fosse aria fritta, la solita pastura per i pesciolini che abboccano.. Si stanno infatti stabilendo concretamente le condizioni, avallate da una caratura confederale, per farci approdare come gruppo/movimento (che isolato non inciderebbe MAI nelle percentuali elettive di RSU) o come singolo apporto, per essere in quelle elezioni RSU come lista indipendente o inclusa nella struttura RSA esistente.

COME PRESENTARSI, se vorrete, LO DECIDEREMO ASSIEME, a tempo debito.

Attualmente solo una rapida considerazione: dopo tante parole, tante autocritiche virtuali, tante opzioni e nessuna conclusione, ho potuto assistere da parte di un sindacato confederale poi, alla prima (ed unica) remissione autentica, di chi risponde all’attualità categoriale con fatti e percorribilità.

E a fronte di mille illusioni, tutto ciò mi ha lasciata (piacevolmente) sconcertata.

Qualcosa si muove, e con l’evidenza dei fatti…e su tali proposte e fatti da parte dell’UgL sono a parlarvi come prova vivente ed intermediaria di un radicale cambiamento di mentalità sindacale, in divenire ora e che diverrà tangibile soltanto attraverso il vostro futuro apporto.

Ho ponderato questa scelta un tempo che mi è parso interminabile, proprio per le paure che avevo di accettare una sfida simile, il senso di inadeguatezza rispetto alle responsabilità dell’impegno sindacale che mi si voleva conferire, e quando riuscivo raramente a padroneggiare queste emotività, subito ne subentrava un’altra di paura, ben più complessa e delicata: quella di non essere compresa da voi, in un triplo salto mortale rispetto al percorso recente, che è ancora visibile e scottante se giriamo indietro lo sguardo. Capivo che non c’era nulla di scandaloso per un’Organizzazione Sindacale individuare e tentare di coinvolgere al suo interno persone o personaggi che tra i colleghi di lavoro avessero credito, credibilità e che negli anni fossero divenuti un punto di riferimento, tra i tanti, per la Categoria: eppure esaminavo la scena della proposta, in continuazione, per intravedere quale fosse l’agguato o il tranello, e avere ragione e le giuste ragioni per tirarmi indietro: cioè l’ipotesi per cui non volevo assolutamente che si usassero i colleghi attraverso di me e la mia buona fede. Quello che mi ha fatto capitolare è stato riscontrare lo stesso atteggiamento sereno e pacato ogni volta che mi veniva riconfermata la proposta da parte dei dirigenti UGL: non una pressione, mai un accenno alla fretta per una veloce conclusione. Anzi, mi si diceva di prendermi tutto il tempo possibile, che la mia scelta non sarebbe stata facile affatto e che dovevo ritrovare tutta la fiducia delle mie possibilità e capacità. Ho più volte ribadito “loro” che non avrei rinnegato nulla di ciò che avevo fatto, detto e scritto in passato, soprattutto le congiunture ferocemente criticate e per cui mi sono seriamente battuta, in aperta opposizione alle azioni da loro introdotte: mi è stato risposto che nulla di ciò che portavo in dote sarebbe stato manipolato a loro favore, e che riconoscevano nel mio percorso difficile e in prima linea la passione e le motivazioni per svolgere un ottimo lavoro sindacale futuro. Ho domandato “loro” se l’aver puntato sulla mia persona fosse indice di una mera operazione di marketing sindacale, per intercettare un immediato e più ampio consenso: mi è stato risposto che aderendo all’incarico avrei dovuto compiere essenzialmente il vero assunto su cui l’ Organizzazione Sindacale investiva, e cioè un Progetto Categoriale in cui fossero rivalutate e rilanciate le peculiarità lavorative e professionali e dove fossero individuate altresì, in maniera tecnica e programmatica, le scadenze e le carenze d’impiego e contrattuali su cui fondare un riscatto percorribile e non più derogabile.

Accettando questo incarico, da oggi in poi VOI “userete” me, e non vi sarà solo concesso. Lo pretenderò. Ad “una di voi” sono stati offerti gli strumenti sindacali per varcare quella fatidica soglia: di chi decide le sorti di tutti noi lavoratori nella nostra azienda. E non ho intenzione di andare in solitario: dovrete approfittare di questa occasione, che per una volta ci fa essere protagonisti e non silenziosi comprimari, che per una volta inverte le dinamiche sindacali di vertice, dove chi decide per noi troppo spesso è stata una persona .. appena “informata sui fatti”. Quel che a voi, ora a caldo, può sembrare un opportunismo, dovrà presto divenire un’opportunità, fornitavi e suggellata dal potere di scelta elettiva delle RSU: nessuno è convinto di cambiare il mondo, o di arrivare e di sistemare facilmente le cose a posto e in ordine, ma nessuno più di me è convinta che diverrà un’opportunità se tentiamo assieme, e se puntiamo assieme al massimo dei risultati conseguentemente miglioramenti e cambiamenti in positivo non possono che avvenire e concretizzarsi.

Al mio fianco ritroverete 4 colleghi che voi conoscete benissimo, con cui ho trovato nel tempo vicinanza e affetto, oltre che l’affiatamento sindacale ottimale, per visioni e analisi: quando avverrà la loro partecipazione, saranno loro stessi a comunicarvelo. Di questi 4 colleghi, tre sono validissime donne, serie e preparate, oneste e determinate: è per me fondamentale infatti che il mondo sindacale, se vuole intraprendere un radicale rinnovamento e ristrutturazione, dia spazio a sindacalisti “provenienti da venere”, non in ossequio alle quote rosa, modalità di spartizione già nel suo concetto.discriminante, ma perché è bene che lo stesso linguaggio prettamente maschile subisca finalmente delle contaminazioni femminili, che il mondo sindacale non sia appannaggio di soli uomini e di sparute “coincidenze” femminili tra quelli “provenienti da marte”, e che nel nostro ambito lavorativo ci sia la giusta corrispondenza tra referenti sindacali donne con un organico di AAVV che conta un 60%-65% di lavoratrici effettive. Una corresponsione che non ha nulla di numerica equazione né di rivendicazione egemonica dei sessi: ma è quella aspettativa da parte della lavoratrice donna di veder gestiti disagi e difficoltà lavorative, ma anche intime confidenze, dalla sensibilità e dalla vicinanza di un’altra donna. Immaginiamoci infatti quanto sarebbe custodito e anche difeso agli estremi la condizione di una lavoratrice se ricevuta e recepita da una collega sindacalista e donna? Io non penso che sia facile e istintivo poter chiedere conforto ad un sindacalista uomo se la collega ha appena vissuto il dramma di un aborto spontaneo, così come alle varie mobilitazioni delle ELN, ho visto la partecipazione di molte colleghe donne, che figli non avevano (come la sottoscritta), o che li avevano già grandi ma che comunque veniva loro spontaneo il “sentire” quel disagio, e dare solidarietà e sostegno alle colleghe coinvolte direttamente.

Vi sembrerà inconsueto, ma mi auguro che questa lettera sortisca in voi aspre critiche, anche strumentalizzazioni! Sarebbe infatti inquietante se non ci fosse un dibattito: perché significherebbe appurare che siamo tutti perdutamente annichiliti, senza reazioni e impulsi critici. Se non ci fossero critiche ed obiezioni, vorrebbe pure dire che una scelta sindacale di tale portata non subirebbe alcun interesse da parte vostra, e che niente e nessuno vi desterebbe da un pericoloso torpore.

Concludo dicendovi che mi voglio impegnare in questo nuovo percorso perché sono convinta che questo sia un tentativo da fare e su cui scommettere se mi verranno dati mezzi e sostegno, sia sindacali sia quelli soprattutto della categoria, da voi … che siete la mia gente.

L’ultima vertenza ci ha fatto miserabilmente capire che essere appesi o sospesi ad un rimpianto, quello di non “averci provato”, lascerà per sempre in noi il dubbio per cui avremmo potuto o non potuto sovvertire il sistema, se potevamo o non potevamo ( pochi mesi fa dando fondo al conflitto) incidere benevolmente o negativamente sugli eventi: non lo sapremo mai…

Questa alienazione e mortificazione non vorrei più riviverla: preferisco di gran lunga fare ammenda su un obiettivo mancato, presentarmi a voi magari con un fallimento conclamato, . ma con il coraggio e la trasparenza di averci provato, e senza alibi o strategie di reticenza, indolenza e inerzia.

Seguirò ogni vostro commento, ogni singola parola: divergere su un percorso, maturarlo e poi ritrovarsi vorrà dire crescere e maturare, trovare quella sintesi tra noi che ci condurrà al di fuori del guado, compattarci in cordata sulla cresta di un dirupo, ferrare gli agganci e i moschettoni e divenire un monolitico, più tenaci della montagna che si vorrebbe scalare e più solidi della frana che ci vorrebbe inghiottire.

E avrò modo di parlarne a lungo con ognuno di voi, a bordo o trovandomi al cbc, da dove non me ne sono mai andata. E’ mia intenzione infatti continuare a svolgere, come allora e come sempre e più di prima, la mia azione sindacale di front-line, che per un sindacalista, se vuole essere capito e poter capire, se vuole essere ascoltato e saper ascoltare, è il banco di prova e di verifica a cui non dovrebbe rinunciare mai.

Con tutta la sincerità che ho potuto,

sadie toso

LO STIPENDIO? SÌ, GRAZIE!

Friday, July 24th, 2009

25 settembre 2008 – Integrazioni Intesa Alitalia

[…] L’applicazione delle nuove tabelle retributive non potrà  in ogni caso determinare una riduzione superiore al 6/7% del trattamento complessivo oggi spettante, a parità di prestazione di lavoro, ai sensi della disciplina contrattuale Alitalia. In applicazione della nuova struttura retributiva tale differenza economica potrà essere parzialmente o totalmente recuperata a fronte di incrementi delle ore di volo.

31 ottobre 2008 – Accordo sul trattamento applicabile al personale già  dipendente da società del Gruppo Alitalia.

[…] a parità di attività di volo effettuata mensilmente, al personale di volo […] compete individualmente un trattamento mensile complessivo non inferiore al 93% di quello precedentemente spettante […] sulla base della qualifica e dell’anzianità possedute nelle società di provenienza del Gruppo Alitalia al momento dell’assunzione presso CAI (cosiddetto “parametro”). A tal fine sarà attribuita, fino a concorrenza di detto “parametro” una “indennità di volo ex ristrutturazione” per dodici mensilità il cui valore unitario mensile sarà pari alla differenza tra il suddetto “parametro” ed il trattamento dovuto in applicazione delle tabelle retributive CAI.

14 novembre 2008 – Accordo Sindacale OO.SS./CAI

[…] Le parti ribadiscono, ove necessario, l’impegno a garantire al PNT ed al PNC che CAI assumerà da Società  del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria un trattamento mensile complessivo non inferiore al 93% di quello precedentemente spettante nei termini e secondo le modalità convenute nell’accordo sul trattamento applicabile al personale già dipendente di Società del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria. 

26 giugno 2009 – Accordo Sindacale OO.SS./CAI

[…] le parti si danno atto che a far data dal 1°  luglio viene riconosciuta l’indennità  di volo ex ristrutturazione tenendo conto delle seguenti tipologie di attività: […] PNC: giornate di riserva non impiegate.

[…] l’indennità di volo ex ristrutturazione sarà  calcolata avendo a riferimento i seguenti emolumenti: […] per il PNC già dipendente da Alitalia; “Ad Personam”  con le modalità previste dal CCL 12 dicembre 1999 e nella misura erogata al 12 gennaio 2009.

Quelli sopra riportati sono i passaggi significativi e determinanti di tutti gli Accordi fin qui sottoscritti, in relazione all’elaborazione della busta paga PNC che puntualmente ogni mese determina l’importo dello stipendio.

Gli errori da parte dell’azienda continuano ad essere molti e ci sorprende constatare che a più di 6 mesi dell’avvio operativo di Alitalia-CAI ci sia ancora molta confusione e pressapochismo su una materia, come quella dell’amministrazione del personale, che ci saremmo aspettati essere gestita con grande attenzione ed in anticipo.

La busta paga appare come un enigma dove per i colleghi risulta complicatissimo controllare le proprie spettanze sulla base dell’attività svolta e nel rispetto di quanto riportato negli Accordi.

In questi 6 mesi abbiamo assistito a una serie di anticipi, trattenute, conguagli ed errate interpretazioni della normativa contrattuale che hanno prodotto buste paga errate e offensive per la dignità di un lavoratore.

Entrando nello specifico, abbiamo verificato che ci sono colleghi a cui non è stata riconosciuta l’anzianità maturata nella vecchia azienda (in alcuni casi molti anni) e a cui viene calcolato lo stipendio sulla base di un anzianità 0 (zero) anni con le conseguenze economiche che si possono facilmente immaginare.

Siamo venuti a conoscenza del fatto che ci sono tra di noi dei colleghi che lavorano “gratis”! Ebbene sì, ci sono buste paga che nel calcolo delle ore di volo effettuate non hanno considerato interi avvicendamenti svolti dai colleghi e poiché veniamo pagati ad ore di volo possiamo immaginare gli effetti sull’importo dello stipendio.

Capitolo a parte spetta al dilemma block to block/schedulato.

Quello che abbiamo verificato è che nelle buste paga ci sono dei voli che schedulano tempi diversi a seconda del momento del giorno. Fare una FCO-PMO la mattina non è la stessa cosa che farla nel pomeriggio… mah!

Ci sono anche alcuni casi che nel foglio turni, lo schedulato di un volo, non corrisponde a quello della busta paga.

E l’effettuato (block to block) che fine a fatto?

Ma l’attore protagonista di questa storia è sicuramente l’IVR.

Sgombriamo dapprima eventuali dubbi qualora ce ne fossero: questa voce non spetta insindacabilmente a tutti ma solo a coloro che, in applicazione della struttura retributiva CAI, non raggiungano il 93% di quello che avrebbero percepito in Alitalia svolgendo la medesima attività mensile.

Precisato questo c’è da dire che, quando presente, è un importo che viene inserito nella busta paga come fosse un postulato: non è dimostrato, non è evidente ma deve essere comunque preso per vero. Al contrario, su nostra verifica, alcune buste paga hanno presentato degli importi IVR errati che non permettevano il raggiungimento del 93%.

Nel caso dei colleghi assunti negli ultimi mesi ed assorbiti dalla CIGS, all’interno della loro prima busta paga e riferita quindi solo alle voci fisse dello stipendio, manca completamente la voce IVR sempre per raggiungere il 93% del fisso che avrebbero percepito nella vecchia azienda.

Gli “anticipi IVR” erogati da gennaio in poi hanno prodotto dei conguagli a debito errati ed imprecisi in molte buste paga con la conseguenza che molti colleghi hanno percepito meno di ciò che sarebbe giustamente spettato loro.

Ultimo ma non meno importante la comparsa di voci a debito “arretrati trattenute” francamente poco verificabili e di cui in più occasioni abbiamo verificato l’inesattezza.

Da questo mese, in base all’accordo del 26 giugno, l’IVR deve essere calcolato tenendo conto della voce “ad personam” per tutti coloro che percepivano questo istituto nella vecchia azienda e non vorremmo trovarci di fronte ad altri errori che si andrebbero a sommare a quelli commessi finora.

Pensiamo che 6 mesi rappresentino un arco temporale più che sufficiente per permettere l’implementazione dei sistemi di elaborazione della busta paga e riteniamo inammissibile che proseguino ad esserci errori negli stipendi degli Assistenti di Volo.

Sta per uscire la busta paga di luglio è sarà un ottimo banco di prova che ci dirà se l’azienda abbia provveduto a rivedere la propria condotta in merito all’argomento, altrimenti sarà nostra cura utilizzare tutti gli strumenti disponibili a difesa dei lavoratori.

Naturalmente la nostra Organizzazione Sindacale è a disposizione per ogni consulenza amministrativa e legale.

Per questo vi preghiamo di contattarci anche via e mail (uglaavv@gmail.com) segnalando le vostre perplessità o, meglio ancora, inviando direttamente le Buste Paga da controllare.

Roma, 20 luglio 2009

Il Sindacato e la Categoria; Il Sindacato è la Categoria! E’ giunto il momento di dargli voce grazie alle RSU.

Friday, July 24th, 2009

Dopo quasi sei mesi dall’avvio di CAI, riteniamo doveroso, fare insieme a Te, alcune riflessioni per sintetizzare i principali avvenimenti di questo periodo.

La fase che stiamo attraversando, dopo il fallimento di Alitalia e la nascita di CAI, è ancora oggi molto delicata ed i meccanismi che la governano sono complessi ed articolati.
Sono in corso riunioni fiume tra azienda e sindacato per tentare di risolvere i più urgenti problemi Categoriali che nel corso di questi mesi, hanno letteralmente stravolto stili di vita (privata e professionale), gestione delle famiglie e aspettative economiche.

Al contrario del passato, abbiamo intrapreso questo percorso iniziando dalle ceneri della nostra Alitalia e abbiamo partecipato, con non poche difficoltà, alla costruzione di un impianto contrattuale, avendo sempre ben presente davanti a noi, che l’obbiettivo primario era quello di tentare di contribuire CONCRETAMENTE, in ogni modo possibile, alla costruzione di un adeguato futuro per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie.

Non potevamo e non abbiamo voluto di certo lasciare mani libere a coloro che sostenevano di abbandonare l’azienda al suo destino o peggio ancora di incentivare o realizzare uno “scontro” aperto che avrebbe accelerato la fine della nostra azienda, ma abbiamo preferito gestire e partecipare al processo di cambiamento non tirandoci mai indietro dalle dinamiche di trattativa e dalle nostre responsabilità.

Per questo siamo ancora più convinti che lo strappo subìto, con tutto quello che abbiamo umanamente fatto per limitarne gli effetti, era comunque il male minore, proprio per difendere e salvaguardare gli interessi di tutti quegli amici e colleghi che oggi sono in CIGS e per coloro che sono stati assunti in CAI. Il compito era evidentemente molto complicato e certamente articolato.

Andavano infatti coniugate diverse sensibilità ed interessi, spesso contrapposti, e al contempo dovevamo credere e lavorare (nel caos di quei giorni) per salvare Alitalia e con essa tutte quelle aziende (Airone, City Liner, Volare, AZ Express) che così strutturate, non avrebbero comunque potuto avere, nel mercato globale in cui operiamo, un futuro certo e duraturo .

Per tutto questo, per le oggettive difficoltà professionali e private che ogni giorno viviamo sulla nostra pelle (tipiche di un’azienda così grande che si sta completamente ridisegnando), per tutte le critiche giuste o sbagliate che abbiamo ricevuto e ancora riceviamo, ora più che mai è richiesto da parte di tutti noi, un maggiore contributo per un confronto e un dialogo teso a ridurre quella naturale distanza che viene imposta sia dalla tipicità della nostra professione, ma anche dalla comprensibile diffidenza maturata a seguito degli ultimi accadimenti.

In poche parole, dobbiamo prevenire mali peggiori che potrebbero essere cagionati dalla disinformazione, sempre costantemente ricercata da chi ricerca paradossalmente ancora oggi, la divisione della Categoria.

Riteniamo quindi che le “armi” che possiamo mettere in campo non possano che essere quelle del dialogo, del confronto e della comunicazione e per questo la nostra Organizzazione Sindacale da tempo si impegna in una costante opera di divulgazione e dibattito.

Oggi abbiamo alcuni punti fermi dai quali possiamo ripartire:
• La CIGS copre un periodo di 7 anni, cosa mai avvenuta nella storia italiana;
• tutti coloro che sono in CIGS percepiscono un importo pari all’80% della media degli ultimi 12 mesi lavorati;
• La certezza del 93% della retribuzione amministrativa maturata in Alitalia per coloro che sono stati assunti in CAI (ad personam e riserva non impiegata compresi);
• Interventi sindacali costanti tesi al miglioramento del Contratto di Lavoro in essere (Part Time, trasferimenti, violazioni contrattuali, ecc).

In ogni gruppo professionale, la Categoria è rappresentata dal Sindacato, da quel Sindacato che è espressione dei lavoratori (e nel quale i lavoratori si identificano) e che non si tira indietro dal confronto anche duro ed apparentemente impossibile, ma che sino in fondo, fa il suo dovere, analizzando il contesto storico sociale in cui i fatti accadono, ascoltando la voce dei lavoratori, puntando dritto al cuore dei problemi.

Credendo in questo assunto, abbiamo oggi una grande opportunità; ci troviamo all’anno zero della nostra nuova azienda, ed abbiamo la possibilità e noi come Organizzazione Sindacale il “dovere” di utilizzare tutta la nostra capacità per rimetterci in piedi nel modo giusto.

Ma affinché tutto ciò possa avvenire, per consentire il vero radicale cambiamento che tutti auspichiamo, è necessario modificare anche il modello sindacale utilizzato dalle OO/SS ovvero le RSA, realizzando compiutamente e una volta per tutte, le RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE (RSU).

Le RSU sono un’aspettativa di rappresentatività che per molti anni è stata alla base delle nostre idee, alla base delle nostre convinzioni. Oggi, finalmente, con questa trasformazione, avremo effettivamente eletti a Rappresentanti Sindacali, solo coloro che verranno ritenuti idonei da un’elezione sindacale tenuta a suffragio universale da TUTTA la categoria.

Siamo certi che questo potrà contribuire in maniera determinante alla ricostituzione di quel senso di appartenenza per restituire fiato all’istituzione sindacale che indubbiamente è, ancora oggi, l’ultimo baluardo dei lavoratori nel mondo del lavoro, ripristinando un adeguato e concreto rapporto dialettico e di fiducia. Siamo quindi chiamati a fare delle scelte di chiarezza, di trasparenza, di campo, soprattutto tentando di chiudere con il passato.

Per tutte queste riflessioni, ci vogliamo mettere in discussione e chiediamo alla categoria che sia valutato, con l’obbiettività e la coerenza che ci appartiene, il nostro operato.
Quale migliore occasione potremmo quindi avere se non quella di rinnovare il mandato delle strutture sindacali con le prerogative delle RSU?
Quale migliore occasione potremmo quindi avere se non quella di coinvolgere in questi nuovi processi sindacali coloro che hanno ancora la forza di mettersi in gioco, di unirsi a noi, per la tutela e il rilancio degli Assistenti di Volo?

L’unica cosa di cui non possiamo fare a meno è quella di avere il coraggio di pretendere e di costruire l’unità Categoriale, di essere informati, di criticare, di confrontarsi anche duramente fino a gettare nuove basi sulle quali iniziare un nuovo corso storico.

Per questo auspichiamo che il nuovo sistema di rappresentatività delle RSU sia di fatto un segnale chiaro e diretto che una nuova strada è ormai intrapresa. A presto. I tuoi amici della

Segreteria UGL Trasporti Comparto Volo.

BUSTE PAGA GIUGNO-LUGLIO 2009

Tuesday, July 14th, 2009

UGL TRASPORTI – Comparto Volo
RSA Assistenti di Volo

Ti ricordiamo che nella prossima retribuzione del mese di luglio 2009, l’azienda procederà al recupero della terza rata (di 4) dell’anticipo erogato nel mese di gennaio 2009.

Inoltre, come previsto dall’accordo intercorso tra le Organizzazioni Sindacali e CAI in data 26 giugno u.s., verrà adeguato, a partire dalla prossima retribuzione, per i colleghi ex Alitalia che avevano attribuita la voce retributiva “Ad Personam”, l’importo base di calcolo per l’elaborazione del 93%, comprendendo quindi anche tale voce.

Anche questo mese stiamo ricevendo da parte di molti colleghi una serie di segnalazioni di criticità in merito agli avvicendamenti effettuati e non risultanti sullo specchio attività, sui recuperi della IVR, etc.

Siamo evidentemente ancora in una fase di evoluzione e spesso intervengono accordi aggiuntivi come quello del mese scorso. Tutto questo porta alla necessità e all’opportunità di effettuare un continuo controllo sulle buste paga per verificare la corrispondenza tra il maturato e l’effettuato.

In considerazione della fase collegata alla transizione AZ/CAI, dell’adeguamento dei sistemi informatici e della necessità di operare costanti controlli, anche al fine di poter intervenire per richiedere il ripristino delle eventuali discrepanze, ti ricordiamo che la nostra struttura, è a tua disposizione per ogni consulenza amministrativa.

Ti invitiamo a contattarci.